questo testo nasce dalla raccolta e riorganizzazione di più concetti che ho espresso su vari social network
Dopo la sentenza della corte europea che sancisce l’inammissibilità del crocefisso nelle aule scolastiche, da più parti si pone la domanda “che fastidio da il crocifisso a chi non è credente?“. A prescindere dalle personali convinzioni religiose, il fatto che in un edificio pubblico (quindi finanziato con soldi di cattolici, ma anche – ad esempio – di atei) siano affissi simboli riconducibili ad organizzazioni che prevedono una discriminazione organica (e non solo teorica) – ad esempio – per donne e omosessuali, a me da molto fastidio.
Aggiungo: nell’eventualità che io sia padre, non accetto che mio figlio debba studiare in una classe dove si appende al muro il simbolo di una religione che considera disvalori stili di vita o convinzioni semplicemente diverse da quelle che essa professate. D’altra parte, sono più che d’accordo che si studino tutti quei personaggi, religiosi o meno, che hanno contribuito in maniera decisiva alla storia e alla vita della nostra società . Se da uno studio di questo tipo – e da non meno importanti esperienze personali – mio figlio sentisse dentro di se di appartenere ad una qualsiasi religione, questo è un fatto intimo (ed evidentemente privato) che potrà coltivare in edifici nati e gestiti grazie agli appartenenti al suo culto, che avranno diritto di esistere in questo paese indipendentemente dalla religione di appartenenza, fermo restando il concetto basilare che nessuno può proporre di limitare l’altrui libertà .
Ciò premesso, è indubbio che la storia del Crisitanesimo è stata fondamentale per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero. Ma importante non significa necessariamente positiva: non credo ci sia bisogno di portare esempi di dittatori che, con il loro operato, hanno radicalmente influenzato la storia europea prima (e, ad esempio, quella del medioriente (ergo, del mondo intero)) poi.
Fin troppo facile l’esercizio di trovare qualche scheletro negli armadi della Chiesa: ad esempio, la religione imposta con la spada di Carlo Magno, i roghi dell’Inquisizione, Innocenzo VIII e compagnia ballante. Vero che per molte di queste cose la Chiesa ha chiesto scusa, ma per bocca dello stesso pontefice che contemporaneamente stringeva la mano a Pinochet.
Questo non per sminuire l’importanza del pensiero Cristiano, sia ben chiaro, ma per chiarire ciò che pare già evidente: la Chiesa, come ogni organizzazione fatta di uomini, può agire bene o male, con buone o con cattive intenzioni, proprio perché umana. In ciò, è affatto differente da qualunque altra organizzazione. La pretesa di una certa infallibilità e universalità nasce da un convincimento proprio, non certo da un dato di fatto oggettivo.
Se chiariamo questo punto, è evidente come la pretesa di apporre il simbolo di una organizzazione specifica in un edificio pubblico (e per questo di tutti, non di una parte sola – per quanto preponderante – della popolazione) sia del tutto infondata.



Se è vero che questo mini-dossier non fa affatto parte del casellario giudiziario di Boffo, se è vero che la polizia non scheda gli omosessuali, se è vero che tutto questo è avvenuto nel 2004, ma viene fuori solo ora, perché Boffo – direttore di un giornale cattolico - è l’unico ad aver dato voce a quella parte di cattolici negativamente impressionati dalle ultime performance del premier, allora è giusto chiedersi chi, come e perché, ha architettato qualcosa del genere. Vale veramente la pena perdere qualche minuto a leggere questo 



